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giovedì 22 marzo 2012
Aumenta l’importanza dei giacimenti Pre-Sal in Brasile
Dilma: “Con i prezzi elevati del petrolio, aumenta l’importanza dei giacimenti Pre-Sal in Brasile”
Nonostante la recessione in Europa, il prezzo del barile di petrolio ha subito una costante crescita arrivando a US$ 125 e, ad oggi è ancora più evidente l’importanza strategica del petrolio per il Brasile e per il mondo.
Secondo il Presidente Dilma Rousseff, il “Pre-Sal” porta una nuova realtà nell’esplorazione mondiale del petrolio.
E’ così necessario avere chiarezza delle condizioni che questa scoperta, permette al Brasile di scalare posizioni nella geopolitica mondiale.
In questo momento per la Nuova Gestione della Agenzia Nazionale di Petrolio, Gas Naturale e Biocombustibili (ANP) è importante la stabilità delle direttrici per l’esplorazione di queste ricchezze.
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giovedì 21 luglio 2011
IL BRASILE AUMENTA IL TASSO INTERBANCARIO AL 12,50% ALL'ANNO
Il comitato di politica monetaria del Banco Centrale ha elevato il tasso base di 0,25 punti, portandolo così a 12,50%.
La decisione, presa all'unanimità, è per evitare rischi di inflazione più elevata rispetto agli obiettivi prefissati.
L'aumento di 0,25 punti è la stesso che si è registrato nelle ultime due volte. Dopo cinque aumenti consecutivi il tasso Selic raggiungecosì il livello più alto da gennaio 2009, quando era al 12,75%.
La mossa era ampiamente prevista dagli economisti che vedono per terminare il ciclo di apertura monetaria, in funzione non solo dell'inflazione interna, ma anche al fine di evitare stress nel panorama di incertezza che regna oggi per il debito in Europa e Stati Uniti.
La prossima riunione del comitato del Banco Centrale è fissata per i giorni 30 e 31 agosto.
La decisione, presa all'unanimità, è per evitare rischi di inflazione più elevata rispetto agli obiettivi prefissati.
L'aumento di 0,25 punti è la stesso che si è registrato nelle ultime due volte. Dopo cinque aumenti consecutivi il tasso Selic raggiungecosì il livello più alto da gennaio 2009, quando era al 12,75%.
La mossa era ampiamente prevista dagli economisti che vedono per terminare il ciclo di apertura monetaria, in funzione non solo dell'inflazione interna, ma anche al fine di evitare stress nel panorama di incertezza che regna oggi per il debito in Europa e Stati Uniti.
La prossima riunione del comitato del Banco Centrale è fissata per i giorni 30 e 31 agosto.
giovedì 13 gennaio 2011
Nel 2013 il Brasile sarà la 7° economia del mondo
Secondo lo studio di PricewaterhouseCoopers (PwC) il Brasile, oggi 9° economia mondiale, supererà nei prossimi due anni Francia e Regno Unito. In base al criterio di parità del potere d’acquisto della popolazione, il Brasile guadagnerà due posizioni nel ranking mondiale tra i paesi industrializzati e nel 2030 si prevede possa collocarsi in 5° posizione, al pari della Russia. Il centro di gravità dell’economia mondiale sta mutando. Secondo PwC la recente turbolenza ha accelerato il processo di cambiamento del potere economico globale dei paesi sviluppati a favore delle economie emergenti.
L’esito è il risultato di uno studio che valuta tutte le peculiarità di ciascun Paese, inclusa la popolazione che tende ad avere una netta predominanza di giovani nei prossimi anni, al contrario di diverse nazioni europee. Il Brasile, inoltre, potrà anche avvalersi delle risorse naturali che faranno la differenza per la crescita della domanda globale, i cui prezzi si prevede rimangano elevati per le prossime due decadi.
L’esito è il risultato di uno studio che valuta tutte le peculiarità di ciascun Paese, inclusa la popolazione che tende ad avere una netta predominanza di giovani nei prossimi anni, al contrario di diverse nazioni europee. Il Brasile, inoltre, potrà anche avvalersi delle risorse naturali che faranno la differenza per la crescita della domanda globale, i cui prezzi si prevede rimangano elevati per le prossime due decadi.
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lunedì 13 dicembre 2010
BRASILE 2010: UN’ECONOMIA CHE CORRE
La Banca Centrale Brasiliana ha rivisto in aumento le aspettative del PIL del 2010 per il 7,61%, con un’inflazione tendenzialmente crescente al 5,85%.
Per questo la Banca Centrale ha deciso di alzare le riserve obbligatorie sui depositi a termine al 20% (dal 15% precedente) e le relative disponibilità liquide al 12% (dall’8% precedente).
L’aumento delle riserve consentirà di ritirare circa 36 miliardi di dollari dal mercato finanziario:
un sistema per raffreddare il boom del credito che sta alimentando l’inflazione, mentre l’economia del Brasile sta crescendo al più elevato tasso degli ultimi 30 anni.
Secondo i dati divulgati oggi dal Ministero del Sviluppo, Industria e Commercio Estero (MDIC), la bilancia commerciale brasiliana ha accumulato un superattivo di 16,4 miliardi di dollari.
Per questo la Banca Centrale ha deciso di alzare le riserve obbligatorie sui depositi a termine al 20% (dal 15% precedente) e le relative disponibilità liquide al 12% (dall’8% precedente).
L’aumento delle riserve consentirà di ritirare circa 36 miliardi di dollari dal mercato finanziario:
un sistema per raffreddare il boom del credito che sta alimentando l’inflazione, mentre l’economia del Brasile sta crescendo al più elevato tasso degli ultimi 30 anni.
Secondo i dati divulgati oggi dal Ministero del Sviluppo, Industria e Commercio Estero (MDIC), la bilancia commerciale brasiliana ha accumulato un superattivo di 16,4 miliardi di dollari.
giovedì 2 dicembre 2010
Nel 2010 fino a novembre, il Brasile ha accumulato un surplus di 14,9 miliardi di dollari
La bilancia commerciale del Brasile ha accumulato nel 2010, fino a novembre, un surplus di 14.933 milioni dollari USA nel 2010. Secondo i dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo, Industria e Commercio Estero (MDIC), il saldo nei primi undici mesi dell'anno è stato del 35,4% inferiore ai 23,106 miliardi dollari per lo stesso periodo dello scorso anno. Tuttavia, gli scambi bilaterali (pari alla somma delle esportazioni e delle importazioni) ha raggiunto 347.061 miliardi di dollari, superando così di ben il 36,7% il totale di 253.958 miliardi di dollari registrati nello stesso periodo del 2009.
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venerdì 19 novembre 2010
In Brasile raggiunto livello di occupazione record nel settore delle costruzioni civili
Nel 2010, il settore ha accumulato incremento del 15,84% con l'aggiunta di 389.200 lavoratori.
Il numero di dipendenti nel settore delle costruzioni brasiliano ha raggiunto 2,846 milioni: un record.
Secondo il sondaggio mensile condotto dalla Union of Construction Industry dello Stato San Paolo (SindusCon-SP), presso la Fondazione Getulio Vargas (FGV), il livello di occupazione nelle costruzioni civili è cresciuto in Brasile dello 0,94% a settembre 2010 rispetto al solo mese precedente, con la creazione così di 26.500 nuovi posti di lavoro.
Il numero di dipendenti nel settore delle costruzioni brasiliano ha raggiunto 2,846 milioni: un record.
Secondo il sondaggio mensile condotto dalla Union of Construction Industry dello Stato San Paolo (SindusCon-SP), presso la Fondazione Getulio Vargas (FGV), il livello di occupazione nelle costruzioni civili è cresciuto in Brasile dello 0,94% a settembre 2010 rispetto al solo mese precedente, con la creazione così di 26.500 nuovi posti di lavoro.
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giovedì 18 novembre 2010
In Brasile l'attività economica è in crescita quest’anno di oltre l’8%
Indice misurato dalla Banca Centrale e divulgato ieri (17/11) è salito dello 0,69% a settembre, negli ultimi dodici mesi l’aumento raggiunge l'8%.
L'indice si attesta a 140,16 punti in settembre. Nel confronto con settembre 2009, che ha registrato 132,08 punti, la crescita è pari al 6,12%.
Da gennaio a settembre, l'indice ha registrato una crescita del 8,86%, mentre nei 12 ultimi mesi l'espansione è pari a 8,03%.
L'IBC-Br è un modo per valutare l'evoluzione delle attività economiche ed è una base per la decisione della Banca Centrale (BC) sul tasso d'interesse di base, il Selic. L'indice comprende e sintetizza informazioni sul livello di attività dei settori economici quali l'industria, l’agricoltura e i servizi.
Il comitato di politica monetaria (Copom) di BC non tocca il tasso base di interesse quando si ritiene sia sufficiente a generare un equilibrio tra ciò che è prodotto, ciò che viene acquistato ed i prezzi praticati. La commissione può inoltre ridurre il tasso Selic se l'obiettivo è quello di riscaldare il mercato consumer e di stimolare la produzione e l’offerta di servizi.
In caso contrario, l'opzione è quella di aumentare i tassi di interesse per incoraggiare il risparmio e contenere l'espansione del consumo, che può generare inflazione, la principale preoccupazione delle autorità monetarie.
L'indice si attesta a 140,16 punti in settembre. Nel confronto con settembre 2009, che ha registrato 132,08 punti, la crescita è pari al 6,12%.
Da gennaio a settembre, l'indice ha registrato una crescita del 8,86%, mentre nei 12 ultimi mesi l'espansione è pari a 8,03%.
L'IBC-Br è un modo per valutare l'evoluzione delle attività economiche ed è una base per la decisione della Banca Centrale (BC) sul tasso d'interesse di base, il Selic. L'indice comprende e sintetizza informazioni sul livello di attività dei settori economici quali l'industria, l’agricoltura e i servizi.
Il comitato di politica monetaria (Copom) di BC non tocca il tasso base di interesse quando si ritiene sia sufficiente a generare un equilibrio tra ciò che è prodotto, ciò che viene acquistato ed i prezzi praticati. La commissione può inoltre ridurre il tasso Selic se l'obiettivo è quello di riscaldare il mercato consumer e di stimolare la produzione e l’offerta di servizi.
In caso contrario, l'opzione è quella di aumentare i tassi di interesse per incoraggiare il risparmio e contenere l'espansione del consumo, che può generare inflazione, la principale preoccupazione delle autorità monetarie.
martedì 2 novembre 2010
Dopo i miracoli di Lula, le sfide per Dilma
San Paolo (Brasile), 31 ottobre (Simbolproject) - Dopo una lunga campagna elettorale, proseguita di un mese per il ballottaggio tra i due candidati Dilma e José Serra, ecco essere incoronata presidente del Brasile Dilma Vana Rousseff, politico ma economista di formazione, oggi la prima donna presidente del paese.
Dilma, 63 anni, divorziata, da giovane ha partecipato alla lotta contro la dittatura militare brasiliana, imprigionata e torturata, ha partecipato alla fondazione del Partido Democrático Trabalhista (PDT) ed in seguito ha ricoperto diversi incarichi nel settore energetico. Entrata nel 2001 nel Partido dos Trabalhadores (PT), è stata nominata da Lula ministro della Casa Civil, una sorta di ministro dell'Interno con funzioni di sottosegretario alla presidenza del consiglio, che ha saputo gestir bene.
Per quanto la sua nomina sia giunta in seguito al ballottaggio con José Serra (PSDB), è strano a dirsi ora, ma forse Dilma raccoglie una vittoria insperata fino a solo un anno fa, quando risultava decisamente perdente davanti alle leggi mediatiche dello schermo televisivo: una donna schiva, poco carismatica e sorridente (qualità rara per un brasiliano) e talvolta mancante di tatto politico. Ma Lula ha scelto lei come suo successore così, giorno dopo giorno, apparsa sempre al suo fianco, è riuscito a trasferirle le sue icone positive ed indice di popolarità. Ma quali sfide attendono ora la neo presidente Dilma alla guida di un “grande Brasile”?
Nel piano della politica estera, quello che era fino a qualche anno fa un piccolo protagonista, il Brasile è ora un serio candidato ad ottenere un posto permanente al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Fatti e progressi che indubbiamente segnalano le aspirazioni del Brasile a diventare una vera potenza mondiale, su ogni fronte. Ha iniziato negli ultimi anni a porsi leader del continente sudamericano, mediando abilmente tra diverse anime della sinistra latinoamericana, fino a proporsi come mediatore internazionale nei confronti dell’Iran, spiazzando le stesse iniziative degli Stati Uniti, che recentemente con Obama sta tentando la carta della riconciliazione.
Nelle relazioni interne, Lula ha coeso i brasiliani che sono ora più orgogliosi e desiderosi di crescere, di mostrare a tutti il loro Paese. Una forza che certamente sarà d’aiuto a Dilma Rouseff che, in seguito ai ‘miracoli’ ottenuti dai governi Lula, si trova ora ad affrontare ambiziose sfide. Potrà avvantaggiarsi nel proseguimento della stessa politica economica già ben impostata dai 2 precedenti governi e volta a gestire la costante crescita dell’economia del Paese (nel 2010 prevista crescita del Pil intorno al 7,5%) a diminuire il debito (oggi pari al 42% circa del Pil) ed a sostenere la metamorfosi sociale, dove alla classe media, appartiene ormai più della metà dei brasiliani.
Risultati eclatanti ed impensabili fino a pochi anni fa: il Brasile, ottava economia mondiale, non solo è creditore del FMI, ma diversi studi lo danno come 5º potenza mondiale entro il 2030.
Altri risultati? Con la recente capitalizzazione di Petrobras, la più grande mai eseguita in assoluto e volta a intraprendere l’esplorazione dei recenti giacimenti scoperti, la Borsa di San Paolo Ibovespa, è diventata, secondo lo stesso organismo, la seconda più grande al mondo, dopo la sola Hong Kong, con un valore di mercato che supera di oltre il 20% la somma delle Borse Valori di New York, Londra e Nasdaq insieme.
Anche lo sport aiuterà il Brasile a presentarsi sul palcoscenico mondiale, sarà infatti sede dei prossimi Mondiali di Calcio FIFA 2014 e delle Olimpiadi 2016 a Rio de Janeiro: un vero e proprio punto di svolta fortemente voluto da Lula per mostrare il paese alla comunità internazionale.
Ma per rendere grande questo Brasile molto resta ancora da fare per migliorare i servizi pubblici: combattere la corruzione, diffusa soprattutto a livello locale; migliorare il sistema scolastico (ancora molto fragile per garantire un vero futuro alle nuove generazioni) e l’assistenza sanitaria pubblica.
E' necessario dare un forte impulso alle importanti infrastrutture per modernizzare il Paese: anche se già iniziato il secondo programma PAC (Piano di Accelerazione della crescita), risulta essere stato avviato solo il 32% delle opere previste. Compiti certamente non facili, se poi dobbiamo aggiungere la lotta alla povertà ed alla criminalità, presente specie nelle grandi città.
Un grande vantaggio per Dilma sarà la sua consolidata esperienza alla Casa Civil ed i programmi che il governo Lula ha già ben impostato ed avviato con la competenza dei sui ministri. Come dire, chi ben inizia…
Dilma, 63 anni, divorziata, da giovane ha partecipato alla lotta contro la dittatura militare brasiliana, imprigionata e torturata, ha partecipato alla fondazione del Partido Democrático Trabalhista (PDT) ed in seguito ha ricoperto diversi incarichi nel settore energetico. Entrata nel 2001 nel Partido dos Trabalhadores (PT), è stata nominata da Lula ministro della Casa Civil, una sorta di ministro dell'Interno con funzioni di sottosegretario alla presidenza del consiglio, che ha saputo gestir bene.
Per quanto la sua nomina sia giunta in seguito al ballottaggio con José Serra (PSDB), è strano a dirsi ora, ma forse Dilma raccoglie una vittoria insperata fino a solo un anno fa, quando risultava decisamente perdente davanti alle leggi mediatiche dello schermo televisivo: una donna schiva, poco carismatica e sorridente (qualità rara per un brasiliano) e talvolta mancante di tatto politico. Ma Lula ha scelto lei come suo successore così, giorno dopo giorno, apparsa sempre al suo fianco, è riuscito a trasferirle le sue icone positive ed indice di popolarità. Ma quali sfide attendono ora la neo presidente Dilma alla guida di un “grande Brasile”?
Nel piano della politica estera, quello che era fino a qualche anno fa un piccolo protagonista, il Brasile è ora un serio candidato ad ottenere un posto permanente al Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Fatti e progressi che indubbiamente segnalano le aspirazioni del Brasile a diventare una vera potenza mondiale, su ogni fronte. Ha iniziato negli ultimi anni a porsi leader del continente sudamericano, mediando abilmente tra diverse anime della sinistra latinoamericana, fino a proporsi come mediatore internazionale nei confronti dell’Iran, spiazzando le stesse iniziative degli Stati Uniti, che recentemente con Obama sta tentando la carta della riconciliazione.
Nelle relazioni interne, Lula ha coeso i brasiliani che sono ora più orgogliosi e desiderosi di crescere, di mostrare a tutti il loro Paese. Una forza che certamente sarà d’aiuto a Dilma Rouseff che, in seguito ai ‘miracoli’ ottenuti dai governi Lula, si trova ora ad affrontare ambiziose sfide. Potrà avvantaggiarsi nel proseguimento della stessa politica economica già ben impostata dai 2 precedenti governi e volta a gestire la costante crescita dell’economia del Paese (nel 2010 prevista crescita del Pil intorno al 7,5%) a diminuire il debito (oggi pari al 42% circa del Pil) ed a sostenere la metamorfosi sociale, dove alla classe media, appartiene ormai più della metà dei brasiliani.
Risultati eclatanti ed impensabili fino a pochi anni fa: il Brasile, ottava economia mondiale, non solo è creditore del FMI, ma diversi studi lo danno come 5º potenza mondiale entro il 2030.
Altri risultati? Con la recente capitalizzazione di Petrobras, la più grande mai eseguita in assoluto e volta a intraprendere l’esplorazione dei recenti giacimenti scoperti, la Borsa di San Paolo Ibovespa, è diventata, secondo lo stesso organismo, la seconda più grande al mondo, dopo la sola Hong Kong, con un valore di mercato che supera di oltre il 20% la somma delle Borse Valori di New York, Londra e Nasdaq insieme.
Anche lo sport aiuterà il Brasile a presentarsi sul palcoscenico mondiale, sarà infatti sede dei prossimi Mondiali di Calcio FIFA 2014 e delle Olimpiadi 2016 a Rio de Janeiro: un vero e proprio punto di svolta fortemente voluto da Lula per mostrare il paese alla comunità internazionale.
Ma per rendere grande questo Brasile molto resta ancora da fare per migliorare i servizi pubblici: combattere la corruzione, diffusa soprattutto a livello locale; migliorare il sistema scolastico (ancora molto fragile per garantire un vero futuro alle nuove generazioni) e l’assistenza sanitaria pubblica.
E' necessario dare un forte impulso alle importanti infrastrutture per modernizzare il Paese: anche se già iniziato il secondo programma PAC (Piano di Accelerazione della crescita), risulta essere stato avviato solo il 32% delle opere previste. Compiti certamente non facili, se poi dobbiamo aggiungere la lotta alla povertà ed alla criminalità, presente specie nelle grandi città.
Un grande vantaggio per Dilma sarà la sua consolidata esperienza alla Casa Civil ed i programmi che il governo Lula ha già ben impostato ed avviato con la competenza dei sui ministri. Come dire, chi ben inizia…
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