mercoledì 18 gennaio 2012

GLI INVESTIMENTI EUROPEI IN BRASILE SONO IN CONTINUO AUMENTO

Dal 2010 ad oggi sono saliti da 14 a 30 miliardi di dollari, con particolare attenzione al settore petrolifero e ai prossimi eventi sportivi.

La grave crisi nei paesi dell'Unione europea ha ampliato il volume degli investimenti stranieri diretti verso il Brasile, alla ricerca di migliori possibilità di ritorno economico in un periodo di forti turbolenze finanziarie europee. Secondo l’elaborazione eseguita da iG e basata sui dati della Banca Centrale, da gennaio ad ottobre 2011 si è registrato un aumento del 120% di investimenti europei in fondi brasiliani, per un totale di 30,869 miliardi dollari.

Il forte afflusso in entrata, soprattutto dall’Europa, è direttamente legato sia all'andamento dell'economia brasiliana che, nonostante la recente recessione, cresce costantemente, che alle nuove opere di infrastrutture per la Coppa del Mondo 2014 e dei Giochi Olimpici 2016 a Rio de Janeiro. Secondo il professore di Relazioni Internazionali presso la Fondazione Getulio Vargas (FGV-RJ) Mauricio Santoro, è un segno che la crisi sarà lunga.

Tra i settori al centro della attenzione straniera ci sono: energia, commercio, alimentare, metallurgia, settore petrolifero, farmaceutico, educativo, bancario, finanziario e tecnologico.Secondo i dati della Banca Centrale Brasiliana, sempre nel periodo da gennaio a ottobre 2011, sono stati stanziati dagli Stati Uniti 56,001 miliardi dollari, il massimo risultato degli ultimi 64 anni.

Il Brasile è oggi la 6° potenza economica più grande al mondo, non ha segni di rallentamento e per quest'anno è prevista una crescita superiore al 3% circa del PIL. Per alcuni economisti il 2012 presenterà prospettive ancora buone, con una crescita intorno al 3%, nettamente superiore alle maggiori economie mature. L'investimento da parte di stranieri in Brasile è importante per equilibrare i conti e colmare il deficit con il settore estero. Di contro, l’eccessiva valorizzazione della moneta “Real” comporta effetti negativi sulle esportazioni del Brasile.

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