Si tratta in realtà di una conferma già anticipata dalle previsioni del FMI. La nuova graduatoria mostra il peso crescente delle economie emergenti a scapito dei Paesi occidentali: l’Italia scivola quest’anno all’8° posto del ranking e si prevede che nel 2020, salvo imprevisti, la nuova graduatoria sarà composta da:
1. USA
2. Cina
3. Giappone
4. Russia
5. India
6. Brasile
7. Germania
8. Gran Bretagna
9. Francia
10. Italia
Il Ministro delle Finanze Brasiliane Guido Mantega ha precisato che ci vorranno altri 10 o 20 anni per far sì che i cittadini brasiliani possano beneficiare di un tenore di vita simile a quella degli europei. Una grande sfida per il futuro, il cui percorso di crescita e di equilibrio economico risulta già tracciato per ottenere un Paese migliore.
Già 4 anni fa l’Economist in un’edizione speciale dedicata al Paese, affermò che il Brasile è il più stabile tra i BRIC. Contrariamente alla Russia e alla Cina, il Brasile è una piena democrazia e, diversamente dall’India, non ha problemi con le nazioni confinanti, ed è un paese pacifico e, l’unico tra questi, senza la bomba atomica.
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